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Un'intera sala (Sala Borgia) del Museo Missionario è dedicata all'enorme collezione del Cardinale Stefano Borgia (1731 - 1804) che ha sempre creduto nella cultura di ciò che è particolarmente lontano e differente. La collezione comprende una serie di antichità romane, egizie, arabe, greche, volsche, indiane inviategli dalle missioni cattoliche di tutto il mondo.
L´Accademia Volsca di Velletri fondata nel 1765 come Società Letteraria, caratterizzò la sua attività in senso più strettamente antiquario, studiando l´eclettica collezione Borgia composta da antichità e opere d´arte provenienti da tutto il mondo. Deve il suo nome alla scoperta, avvenuta a Velletri nel 1784, delle cosiddette "lastre volsche" una serie di rilievi architettonici in terracotta di tradizione etrusco-laziale, databili intorno alla prima metà del VI sec. a.C. I diciannove ritratti di eruditi (in origine ventuno, andarono dispersi i ritratti di Luigi Lanzi e L.G. Fabrega) furono dipinti a partire dal 1784 - in larga parte dal pittore danese Johan Herman Cabott (1754-1814) - con l'intento di celebrare le intense relazioni culturali che il cardinale Stefano Borgia intrattenne con gli intellettuali di tutta Europa, da lui nominati "Accademici Volsci" a seguito della pubblicazione in volume di studi sui reperti del Museo Borgiano. I ritratti facevano parte della "Galleria di uomini illustri" dell'appartamento Borgia di palazzo Altemps; nell'Ottocento vennero esposti nel Museo Borgiano di Propaganda Fide.